Fino al 29 novembre 2026 una grande mostra su uno dei cicli grafici più celebri della storia dell'arte giapponese: Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige (1797-1858).
Intitolata Paesaggi da sogno / Dreamscapes, l'esposizione riunisce 36 silografie policrome della serie realizzata tra il 1832 e il 1834, offrendo al pubblico un'immersione nella leggendaria Via del Mare Orientale, l'arteria di circa 490 chilometri che durante il periodo Edo collegava Kyoto, sede della corte imperiale, con Edo, l'attuale Tokyo, centro del potere dello shogunato Tokugawa. Realizzata per la prima volta nel 1833 dall'editore Hōeidō di Takenouchi Magohachi, Le 53 stazioni della Tōkaidō segnò una svolta decisiva nella storia dell'ukiyo-e. Stampata in oltre 15.000 esemplari e venduta a un prezzo accessibile – pari a quello di una semplice ciotola di ramen –, la serie nacque come prodotto editoriale destinato al grande pubblico e non come opera d'arte nel senso moderno del termine. Il successo fu immediato grazie a un progetto editoriale innovativo che trasformò un itinerario ben conosciuto dai viaggiatori dell'epoca in un racconto per immagini costruito come uno storyboard ante litteram. Hiroshige, proveniente da una famiglia di samurai, rivoluzionò il tradizionale genere del paesaggio fondendo la sensibilità artistica giapponese con suggestioni occidentali, tra cui la prospettiva centrale, l'ombreggiatura, il formato orizzontale e il ricorso al nuovo blu sintetico di importazione europea. Solo nella seconda metà dell'Ottocento, con la diffusione del giapponismo in Europa, queste immagini nate come prodotti di consumo furono riscoperte dall'Occidente e consacrate come autentici capolavori della storia dell'arte.
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